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Osteoporosi transitoria dell’anca in gravidanza: uno studio del 2023

L’osteoporosi gravidica può colpire sia a livello vertebrale che a livello dell’anca: non sono solo sintomi diversi, si tratta di due forme di osteoporosi gravidica diverse tra loro, che si distinguono per vari aspetti.

In questo articolo approfondiamo l’osteoporosi transitoria dell’anca, in inglese TOH (Transient Osteoporosis of the Hip). Vedremo come si presenta, come si diagnostica e come si cura e parleremo di parto, allattamento e future gravidanze. Le informazioni e i dati presentati in questo articolo provengono tutti dal più recente studio sull’osteoporosi transitoria dell’anca, che mette in relazione la patologia proprio alla gravidanza sulla base di 61 studi condotti e pubblicati tra il 1959 e il 2023. 

Cos’è e come si presenta l’osteoporosi transitoria dell’anca?

L’osteoporosi transitoria dell’anca è un raro disturbo scheletrico che, nella maggior parte dei casi, si risolve spontaneamente, ma di cui si sa poco sia a livello di eziologia (intesa come la comprensione delle esatte cause scatenanti) che di reale incidenza. In generale, questo disturbo può colpire sia uomini che donne; queste ultime sono tipicamente (ma non solo) donne in gravidanza o allattamento.

La TOH si presenta con un dolore improvviso nella regione inguinale, coscia anteriore e gluteo, e può coinvolgere uno o entrambi i fianchi. Quando è espressione di osteoporosi gravidica, tipicamente il dolore insorge nel terzo trimestre di gestazione.

Il dolore in questa regione del corpo durante la gravidanza è molto frequente: circa una donna su due lo riferisce al proprio medico curante. Spesso però la causa scatenante del dolore all’anca in gravidanza è benigna, legata ad un affaticamento dei legamenti a livello pelvico e lombare. Per questa ragione la TOH può venire inizialmente confusa con una semplice sciatica o infiammazione della zona sacro-iliaca.

Come si diagnostica l’osteoporosi transitoria dell’anca?

Proprio per la somiglianza dei sintomi con altre patologie, diagnosticare la TOH non è semplice. Per questo motivo, gestanti con persistente dolore all’anca durante il terzo trimestre dovrebbero essere sottoposte a scrupolose analisi volte ad identificare, proprio nelle fasi iniziali, la presenza di un’eventuale osteoporosi dell’anca. Spesso la diagnosi deve procedere in modo differenziale, ovvero escludendo patologie che presentino sintomi simili.

Sicuramente il ginecologo può essere il primo punto di contatto a cui riferire il dolore. A questo punto si procede di solito con consulenze con un medico ortopedico e possibilmente un fisiatra. Purtroppo, ad oggi non esistono linee guida su come gestire questa malattia, né è chiaro quali specialisti coinvolgere: ogni ospedale o centro medico effettuerà le scelte ritenute più consone rispetto al caso specifico. Ma quali esami possono permettere di disattivare la patologia?

Come tecnica diagnostica, la risonanza magnetica è indubbiamente considerata sicura in gravidanza.

Una RM è per fortuna anche la tecnica ottimale per evidenziare un eventuale edema osseo nella zona dell’anca, che è il segno tipico della TOH. Per quanto rare, anche (micro)fratture a carico di anche e femore possono essere identificate dalla risonanza magnetica.

Come si cura l’osteoporosi transitoria dell’anca?

Fortunatamente la TOH si risolve spontaneamente dai 6 agli 8 mesi dopo il parto: solo in rarissimi casi è stato osservato un decorso più lungo, fino a 6 anni circa. Il ricorso a farmaci contro l’osteoporosi è quindi raramente necessario, viceversa viene sicuramente suggerita un’adeguata terapia del dolore per poter in qualche modo gestire le fasi di dolore più acuto.

Il principale approccio terapeutico è  conservativo, cioè orientato a diminuire i rischi di fratture:

  • Come prima cosa, verrà suggerito di non caricare l’anca col peso del corpo (e del pancione, se ancora nel terzo trimestre).
  • A seconda dei casi la paziente dovrà valutare l’uso di stampelle, sedia a rotelle, o (nel peggiore dei casi) di restare in totale riposo a letto per un certo periodo di tempo.
  • Questo purtroppo riduce drasticamente l’autonomia individuale della madre e anche quella successiva nella gestione del neonato.
  • Una madre con diagnosi di TOH ha quindi estremo bisogno di supporto nel condurre le attività quotidiane di cura del bambino.

 

 

A questa fase di riposo segue una fase di fisioterapia riabilitativa, per prevenire eventuali contratture delle strutture coinvolte e per rinforzare la muscolatura adiacente. Anche in questo periodo può essere necessario l’uso di analgesici, come ad esempio il paracetamolo o i FANS (farmaci antinfiammatori non steroidi).

Nessuno di questi trattamenti cambia fondamentalmente il decorso della malattia che, come anticipato, si risolverà spontaneamente.

Perché l’uso di farmaci contro l’osteoporosi è tendenzialmente evitato? Innanzitutto per la transitorietà della patologia; poi, perché la prescrizione di farmaci in gravidanza dev’essere particolarmente cauta. Ciò nonostante:

  • L’uso di calcitonina potrebbe potenzialmente limitare la durata e il tempo di guarigione dell’osteoporosi transitoria dell’anca.
  • Inoltre, l’integrazione di Calcio e Vitamina D è spesso suggerita soprattutto nelle prime fasi della malattia, considerata anche l’assenza di controindicazioni legate alla gravidanza.

Allattamento, parto e future gravidanze

Durante l’allattamento, una perdita di massa ossea è fisiologica – potremmo addirittura dirla “naturale” – e infatti l’interruzione dell’allattamento induce rapidamente un recupero di massa ossea. È per questo motivo che l’interruzione stessa dell’allattamento è spesso indicata in mamme con osteoporosi gravidica.

 

Osteoporosi transitoria dell'anca

 

Per quanto riguarda il parto? Purtroppo, ad oggi nessuno studio scientifico ha analizzato quale sia l’effettivo impatto della TOH sulla tipologia di parto da preferire, né quale sia la probabilità di ricomparsa della malattia in gravidanze successive. In generale, si è osservato come in caso di diagnosi di TOH si sia spesso preferito procedere con un parto con taglio cesareo elettivo. La motivazione è quella di proteggere la madre da eventuali lesioni ossee ad anche, bacino e femore durante il parto, oltre alla ovvia constatazione dell’impossibilità fisica per la donna con TOH di muoversi e sostenere il parto reggendosi sulle proprie gambe. Ma, come anticipato, non esistono ad oggi evidenze scientifiche a supporto di questa scelta.

Per concludere, l’osteoporosi transitoria dell’anca è un disturbo raro, doloroso e disabilitante per le donne che incontrano questa diagnosi nel loro percorso. Fortunatamente però è anche un problema che tende a risolversi spontaneamente, permettendo alla neomamma di tornare alla vita normale in tempistiche che vanno dai 6 agli 8 mesi.

Noi mamme di MAMog ci auguriamo che studi futuri possano dare indicazioni più chiare rispetto al percorso diagnostico, alle eventuali recidive in gravidanze successive e all’impatto psicologico che questa diagnosi comporta su una neomamma messa di fronte all’impossibilità di essere autonoma in un momento così delicato della vita.

Per saperne di più, Galanis A, et al. The correlation between transient osteoporosis of the hip and pregnancy: A review. Medicine (Baltimore). 2023. 102(41).

Per accedere allo studio completo (in inglese) cliccare qui.

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